Aids
   Allergie
   Alzheimer
   Angina Pectoris
   Aritmie
   Artrite
   Asma
   Bronchite
   Calvizie
   Cefalea
   Celiachia
   Cistite
   Depressione
   Diabete
   Epatite
   Epilessia
   Fibrillazione
   Glaucoma
   Herpes
   Ictus
   Impotenza
   Infarto
   Insonnia
   Ipertensione
   Ipertiroidismo
   Ipotiroidismo
   Osteoporosi
   Parkinson
   Psoriasi
   Schizofrenia
   Scompenso
   Sclerosi
   Sclerosi Multipla
   Varicella
 
 
- Chi siamo
- Come contattarci
 

News

Prasugrel, un nuovo antiaggregante piastrinico

L’EMEA ha autorizzato Prasugrel ( Efient ), un nuovo antiaggregante piastrinico, che negli studi clinici ha ridotto di quasi il 20% il rischio combinato di morte cardiovascolare, infarto miocardico non-fatale o ictus non-fatale rispetto alle terapie oggi disponibili, nei pazienti affetti da sindrome coronarica acuta e sottoposti a interventi coronarici percutanei ( PCI ).

Prasugrel trova indicazione nella prevenzione di episodi aterotrombotici nei pazienti affetti da sindromi coronariche acute, sottoposti a interventi PCI.

In un’ampio studio di fase III, Prasugrel è risultato più efficace del Clopidogrel ( Plavix ) nel ridurre il rischio di eventi cardiovascolari ( endpoint combinato di morte cardiovascolare, infarto del miocardio non-fatale o ictus non-fatale ) nei pazienti affetti da sindrome coronarica acuta sottoposti a intervento coronarico percutaneo.

Prasugrel agisce inibendo l'attivazione delle piastrine e la successiva aggregazione bloccando il recettore P2Y12 per l’adenosindifosfato ( ADP ) sulla superficie piastrinica. Gli agenti antipiastrinici impediscono che le piastrine si accumulino o si aggreghino, con possibilità di occlusione delle arterie e rischio di infarto miocardico o ictus.

La decisione della Commissione Europea segue il parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano ( CHMP ) che si è basato sull’osservazione di diversi studi clinici, tra cui TRITON-TIMI 38, uno studio di superiorità testa-a-testa che ha permesso di valutare la sicurezza e l’efficacia di Prasugrel rispetto a Clopidogrel nel ridurre gli eventi aterotrombotici in 13.608 pazienti affetti da sindromi coronariche acute e sottoposti a intervento coronarico percutaneo.

Lo studio ha dimostrato la superiorità di Prasugrel rispetto a Clopidogrel, entrambi assunti con Acido Acetilsalicilico ( ASA, Aspirina ), avendo ridotto del 19% il rischio correlato dell’endpoint combinato di morte cardiovascolare, infarto miocardico non-fatale o ictus non-fatale ( incidenze rispettive del 9.4% e 11.5% ) nei pazienti affetti da sindrome coronarica acuta e sottoposti a PCI.
Inoltre Prasugrel ha ridotto del 50%, rispetto a Clopidogrel, il rischio della formazione di trombi correlati a stent, potenzialmente fatali.

L’aumento di rischio emorragico osservato con Prasugrel rispetto a Clopidogrel è risultato particolarmente evidente in 3 sottogruppi di pazienti: quelli con pregresso attacco ischemico transitorio ( TIA ) o ictus, di età maggiore o uguale a 75 anni, o di peso inferiore ai 60 kg.

Una dose di mantenimento di 5 mg è consigliabile per i pazienti che pesano meno di 60 kg, mentre l’utilizzo di Prasugrel non è generalmente consigliato per i pazienti sopra i 75 anni; se il trattamento è considerato necessario per chi rientra in questa fascia d’età, dovrebbe essere prescritta una dose di mantenimento di 5 mg.
I pazienti che abbiano avuto un precedente episodio di TIA o un ictus non dovrebbero essere sottoposti a trattamento con Prasugrel.

Fonte: Daiichi Sankyo, 2009

XagenaHeadlines2009


 
 
 
 
Xagena.it

.::Powered By LM Web Solutions::.